Quanti chakra ci sono? 7, 12 o 13: i modi di contarli spiegati
Sette, dodici, tredici, 114: chi comincia a occuparsi di chakra si imbatte presto in numeri molto diversi. Il sette è solo una delle tante possibilità? Ci si perde qualcosa se si conoscono «solo» i sette classici? Qui mostriamo da dove vengono i numeri, che cosa c’è dietro i sistemi a 12 e 13 chakra, che cosa sono i chakra minori di mani e piedi e perché il sette resta comunque il punto di partenza affidabile.
In breve: il sistema oggi diffuso in tutto il mondo conosce sette chakra principali lungo la colonna vertebrale, dal chakra della radice sul pavimento pelvico al chakra della corona sulla sommità del capo. Le tradizioni più antiche contavano in modo diverso, di solito meno. Gli insegnamenti spirituali moderni aggiungono altri centri sopra la testa e sotto i piedi e arrivano così a 12 o 13. A seconda della dottrina si aggiungono poi chakra minori, per esempio nei palmi delle mani. Non esiste un unico numero «giusto». Il sette è però il denominatore comune su cui si basano tutti gli altri sistemi.
I sette chakra principali in sintesi
Prima di passare ad altri numeri, vale la pena dare uno sguardo al sistema a cui pensano quasi tutti quando parlano di chakra. La parola sanscrita cakra significa «ruota» o «cerchio». La tradizione yogica immagina i chakra come centri energetici rotanti, disposti come perle su un filo lungo la colonna vertebrale. Ciascuno è associato a un tema di vita, a un colore, a un elemento e a una sillaba.
| N. | Chakra (sanscrito) | Posizione | Tema |
|---|---|---|---|
| 1 | Chakra della radice (Muladhara) | Pavimento pelvico | Sostegno, radicamento, sicurezza |
| 2 | Chakra sacrale (Svadhisthana) | Basso ventre | Gioia di vivere, creatività |
| 3 | Chakra del plesso solare (Manipura) | Alto addome | Forza personale, fiducia in sé |
| 4 | Chakra del cuore (Anahata) | Centro del petto | Connessione, compassione |
| 5 | Chakra della gola (Vishuddha) | Gola | Espressione, comunicazione |
| 6 | Chakra del terzo occhio (Ajna) | Tra le sopracciglia | Intuizione, chiarezza |
| 7 | Chakra della corona (Sahasrara) | Sommità del capo | Ampiezza, connessione |
Un’introduzione approfondita a significato, colori ed elementi di tutti e sette la trovi sulla nostra pagina di panoramica I 7 chakra. Per la domanda sul numero basta qui un dettaglio che si legge facilmente di sfuggita: nei testi classici il settimo chakra, a rigore, non si trova affatto nel corpo, ma sopra la sommità del capo o su di essa. Da qui si spiega perché alcune fonti parlano di «sei chakra e del loto sopra di essi». Siamo così già nel pieno della storia del sette.
Da dove viene il numero sette?
Molti ritengono il sistema dei sette chakra una grandezza fissa e antichissima. In realtà è il risultato di una lunga evoluzione. L’idea di centri sottili nel corpo compare nella tradizione indiana da oltre mille anni, soprattutto nelle scuole tantriche. Lì, però, il numero non era stabilito. A seconda della scuola, del maestro e del percorso di pratica, i testi descrivevano un numero diverso di centri in luoghi diversi, perché erano pensati come guida per una determinata pratica meditativa, non come anatomia generale.
Il testo del 1577
Il modello che conosciamo oggi risale soprattutto a un testo: il Ṣaṭcakranirūpaṇa, la «descrizione dei sei chakra», composto nel 1577 dallo studioso bengalese Pūrṇānanda. Descrive sei centri lungo la colonna vertebrale, dal Muladhara all’Ajna, e sopra di essi il loto dai mille petali Sahasrara sulla sommità del capo. Insieme fanno i sette che oggi compaiono in quasi ogni libro e corso. Ogni centro vi è dipinto con precisione: con un certo numero di petali di loto, una sillaba, un elemento, una forma e una divinità.
Come il sette è arrivato in Occidente
Questo testo divenne noto in Occidente grazie al libro The Serpent Power, che il giurista britannico John Woodroffe pubblicò nel 1919 con il nome di Arthur Avalon. Tradusse e commentò il Ṣaṭcakranirūpaṇa e per decenni divenne la fonte più importante sui chakra in Europa e in America. Così un modello tra tanti è diventato lo standard. In seguito si sono aggiunte integrazioni occidentali che oggi sembrano ovvie: i colori dell’arcobaleno (che risalgono solo al XX secolo), l’associazione alle ghiandole e a temi psicologici. Di più sulla storia dei colori nel nostro articolo sui colori dei chakra.
Perché il sette si è affermato
Che proprio questo modello si sia mantenuto ha più motivi. È strutturato con chiarezza, ben descritto e si lascia comprendere facilmente sul proprio corpo: dal basso verso l’alto, dalla terra al cielo, dal fisico allo spirituale. I sette temi, dal sostegno all’ampiezza, formano un arco che molte persone riconoscono nella propria vita. E il numero sette, in molte culture, è comunque un numero di completezza, dai sette giorni della settimana ai sette colori dell’arcobaleno. Questo rende il sistema facile da ricordare, senza che per questo diventi arbitrario.
Chi conta quanti chakra? I diversi modi di contare a confronto
Mettendo i numeri uno accanto all’altro ci si accorge presto che si contraddicono meno di quanto sembri a prima vista. La maggior parte dei sistemi descrive lo stesso asse dal bacino alla sommità del capo, ma pone accenti diversi. La panoramica seguente mostra i modi di contare più importanti, senza contrapporli.
| Tradizione / dottrina | Numero | Che cosa c’è dietro |
|---|---|---|
| Testi tantrici più antichi | variabile | A seconda della scuola quattro, cinque, sei o più centri. Il numero dipendeva dalla pratica meditativa insegnata dal testo. |
| Buddhismo tibetano | per lo più 4 o 5 | Spesso ombelico, cuore, gola e sommità del capo, talvolta integrati da un centro segreto nel bacino. L’attenzione è su pochi punti, praticati in modo molto intenso. |
| Ṣaṭcakranirūpaṇa (1577) | 6 + 1 | Sei chakra lungo la colonna vertebrale e, sopra di essi, il loto Sahasrara. Base del modello attuale. |
| Teosofia (C. W. Leadbeater, 1927) | 7 | Anche qui sette, ma con un chakra della milza al posto del chakra sacrale. Mostra che anche «sette» non indica sempre gli stessi sette. |
| Modello occidentale standard attuale | 7 | I sette chakra principali con colori dell’arcobaleno, pietre e temi di vita. Il sistema presente nella maggior parte di libri, corsi e studi di yoga. |
| Insegnamenti spirituali moderni («nuova era») | 12 o 13 | I sette più centri sotto i piedi, sopra la testa e tra cuore e gola. Senza fondamento nei testi classici. |
| Singoli insegnamenti yoga moderni | 114 | Una rete molto fitta di centri principali e secondari, la maggior parte descritta solo per la pratica avanzata. |
| Hatha Yoga (canali energetici) | 72.000 nadi | Non sono chakra, ma sottili canali energetici. I chakra sono considerati nodi in cui si incrociano canali importanti. |
La panoramica mostra lo schema: chi conta meno si concentra su pochi punti per una determinata pratica. Chi conta di più integra ciò che è noto, per lo più verso l’esterno, sopra la testa e sotto i piedi. L’asse centrale, dal bacino alla sommità del capo, resta in tutti i sistemi. Per questo i sette chakra principali sono una sorta di lingua comune in cui si possono tradurre gli altri modelli.
12 o 13 chakra: i chakra della nuova era
Nell’area di lingua tedesca si incontrano spesso i sistemi ampliati con il nome di «chakra della nuova era» o «chakra dell’era moderna». Si tratta di insegnamenti della spiritualità occidentale degli ultimi decenni, che non vogliono sostituire il sistema a sette, ma ampliarlo. Partono dall’idea che, accanto ai centri nel corpo, ce ne siano anche di esterni, che collegano la persona alla Terra e a qualcosa di più grande.
Le aggiunte tipiche
- Chakra della stella della Terra: circa un palmo sotto i piedi. Tema: ancoraggio, connessione con la Terra. Viene spesso inteso come un ampliamento del chakra della radice.
- Cuore alto (chakra del timo): tra cuore e gola. Tema: una compassione che va oltre la sfera personale.
- Chakra della stella dell’anima: circa un palmo sopra la testa. Tema: connessione con ciò che molti chiamano anima o sé superiore.
- Porta stellare e altri centri: ancora più in alto sopra la testa. Qui le descrizioni divergono maggiormente.
Perché a volte 12, a volte 13?
Questi sistemi non sono uniformi. Alcune autrici e alcuni autori includono il cuore alto, altri no. Alcuni aggiungono un ulteriore centro sulla nuca o un «centro del mezzo». A seconda dei casi nasce un sistema di 12 o 13 chakra, a volte anche di più. Anche i colori vengono descritti in modo diverso in questi insegnamenti, spesso più chiari e pastello rispetto al classico arcobaleno. Quali colori vengano indicati, lo abbiamo raccolto nella sezione Colori dei chakra della nuova era.
Importante per inquadrare il tema: i chakra della nuova era non hanno alcuna fonte nei testi classici tantrici o yogici. Questo non li rende privi di valore. Molte persone vi trovano un’immagine coerente. Significa solo che vanno letti come uno sviluppo moderno e non come un «sapere perduto» che la tradizione avrebbe trascurato.
Che cosa si sente dire spesso
- I sette chakra sono superati; oggi ne valgono dodici.
- Chi ne conosce solo sette lavora in modo incompleto.
- I chakra aggiuntivi sono un antichissimo sapere segreto.
Come la vediamo noi
- Il sette è il nucleo comune di tutti i sistemi.
- Gli ampliamenti si basano sui sette, non li sostituiscono.
- I sistemi a 12 e 13 sono insegnamenti moderni e, in quanto tali, interessanti.
«La dottrina tradizionale dei chakra lavora con sette chakra, ed è esattamente ciò che riprendiamo noi. I clienti ci chiedono anche di altri chakra. Ci stiamo lavorando per il futuro, ma con i sette chakra si è in ogni caso perfettamente equipaggiati.»
Chakra minori: mani, piedi e altro
Accanto ai chakra principali e a quelli della nuova era compare un terzo concetto: i chakra minori, detti anche chakra secondari. Si tratta di centri più piccoli, che molti insegnamenti moderni collocano su articolazioni e arti. I più noti sono i chakra nei palmi delle mani e nelle piante dei piedi. A seconda della fonte si aggiungono ginocchia, gomiti, spalle o inguine. Alcuni libri indicano 21 chakra minori, altri parlano di innumerevoli piccoli punti.
Chakra delle mani: dare e ricevere
I chakra delle mani hanno un ruolo importante soprattutto nel Reiki e in altre forme di lavoro energetico occidentale, dove si lavora con le mani appoggiate. Dal punto di vista tematico sono associati al dare e al ricevere: con le mani tocchiamo, teniamo, plasmiamo. Molte persone conoscono la sensazione che i palmi diventino caldi o formicolino durante una meditazione e la interpretano in questo senso. Nei testi classici sui sette chakra i chakra delle mani non compaiono.
Chakra dei piedi: radicamento dal basso
I chakra dei piedi sono considerati il legame con il suolo e di solito vengono pensati in stretta relazione con il chakra della radice. Camminare a piedi nudi, stare in piedi con consapevolezza o camminare lentamente con l’attenzione sulle piante dei piedi sono pratiche che in molti insegnamenti partono proprio da qui. Chi desidera provare trova semplici esercizi di radicamento nell’articolo Aprire e equilibrare i chakra.
I chakra minori hanno un ruolo nel sonno?
Sentiamo questa domanda continuamente, proprio perché nel letto mani e piedi cambiano posizione di continuo. La nostra risposta onesta: non abbiamo esperienze dirette in merito e quindi non affermiamo nulla. L’asse dei chakra a cui si orienta il materasso AURIPURA® è quello dei sette chakra principali lungo il tronco. Le barre energetiche sono disposte secondo una misura corporea standardizzata, in modo da trovarsi, per il maggior numero possibile di persone, nel punto in cui la tradizione colloca il rispettivo chakra. Mani e piedi si trovano al di fuori di questo asse.
La mappa dei chakra: tutti i centri a colpo d’occhio
La grafica mostra dove i diversi sistemi collocano i loro centri. A colori sono i sette chakra principali, presenti in tutti i modelli moderni. Con il contorno grigio sono le aggiunte della nuova era sopra la testa, tra cuore e gola e sotto i piedi. Piccoli e chiari sono disegnati i chakra minori di mani e piedi.
La mappa rende evidente anche un’altra cosa: quasi tutti i centri aggiuntivi si trovano al di fuori dell’asse o alle sue estremità. Il centro, cioè la linea dal bacino alla sommità del capo, è occupato allo stesso modo in tutti i sistemi. Chi si occupa di chakra inizia perciò quasi sempre da qui. Chi vuole capire come appaiono i simboli e le forme di loto dei sette chakra principali li trova nel nostro articolo sui simboli dei chakra.
Quale modo di contare fa per me?
I tanti numeri non sono un problema finché non li si intende come una gara. Non si tratta di quale sistema abbia «ragione». I chakra non si lasciano misurare né contare come ossa o organi. Sono immagini con cui da secoli le persone ordinano il proprio vissuto interiore. Una buona immagine è una con cui si può fare qualcosa. Questo orientamento aiuta a iniziare:
- Stai appena iniziando? Resta sui sette chakra principali. Sono i meglio descritti e per ciascuno trovi colori, pietre, sillabe ed esercizi.
- Pratichi yoga o meditazione? Anche qui i sette sono la lingua comune. Molte insegnanti e molti insegnanti lavorano inoltre con pochi accenti, per esempio cuore e gola.
- Ti parlano in modo particolare radicamento e connessione? Allora il chakra della stella della Terra e quello della stella dell’anima possono essere un’immagine aggiuntiva interessante, come ampliamento del chakra della radice e di quello della corona.
- Pratichi Reiki o lavoro energetico con le mani? Lì i chakra delle mani hanno un ruolo a sé. La base resta comunque l’asse dei sette.
- I numeri ti confondono? Allora è un buon segno per tornare al nucleo. Sette centri, sette temi, un cammino dal basso verso l’alto.
Chi comincia con i sette non si perde nulla. Anzi: tutti gli altri sistemi li presuppongono. Un bel modo per conoscere i sette è un giro serale attraverso tutti i chakra. La nostra meditazione dei chakra per tutti i 7 chakra ti accompagna passo dopo passo e si inserisce bene negli ultimi minuti prima di addormentarsi.
Perché AURIPURA® lavora con sette barre
Nello sviluppo del materasso chakra AURIPURA®, la questione del numero è stata proprio la prima. La risposta per noi era chiara: ci orientiamo alla dottrina tradizionale dei chakra e quindi ai sette chakra principali. Sono il nucleo comune di tutti i sistemi, sulla loro posizione lungo la colonna vertebrale gli insegnamenti concordano, e proprio su questa linea ci sdraiamo ogni notte.
In ciascuna delle sette barre energetiche AURIPURA® c’è la pietra tradizionale del suo chakra: diaspro rosso per la radice, corniola per il chakra sacrale, occhio di tigre per il plesso solare, giada verde per il cuore, calcedonio per la gola, lapislazzuli per la fronte e cristallo di rocca per la corona. Perché proprio queste pietre, lo spiega il nostro articolo sulle pietre dei chakra.
Le barre sono disposte secondo una misura corporea standardizzata, così che per il maggior numero possibile di persone si trovino dove la tradizione colloca i chakra. Si possono estrarre singolarmente e reinserire. Ogni chakra ha così il suo posto fisso nell’ordine dal basso verso l’alto.
E gli altri chakra?
La domanda sui chakra della nuova era ci viene posta davvero da clienti e clienti. La prendiamo sul serio e lavoriamo a idee per edizioni future. Per ora vale questo: con i sette chakra principali il sistema è completo nel senso della tradizione su cui si basa. Chi vorrà approfondire in seguito, costruisce proprio su questa base.
Otto ore sull’asse dei chakra
Molte persone frequentano sedute, corsi o seminari sui chakra per occuparsene più a fondo e vi investono non di rado diverse centinaia di euro. Può essere molto arricchente. Ma per lo più resta a singoli appuntamenti. La notte, invece, arriva ogni giorno: per circa otto ore restiamo distesi di seguito nello stesso luogo, con la colonna vertebrale esattamente sulla linea in cui la tradizione colloca i sette chakra.
«Bisogna immaginarsi il concetto: un materasso di qualità estremamente elevata e insieme l’antica dottrina dei chakra, riuniti in un unico prodotto. Ci si sdraia ogni notte per otto ore sulle stesse pietre energetiche, giorno dopo giorno. Per me un sonno ristoratore e la sensazione di fare il pieno di nuova energia vanno proprio insieme così.»
Non promettiamo che il materasso guarisca o cambi qualcosa. Quello che possiamo dire è che per molti dei nostri clienti andare a letto diventa così un rituale consapevole. Provare è senza rischi: il materasso Serenity con tutte e sette le barre energetiche puoi provarlo per 100 notti. Chi vuole tenere il proprio materasso, lo completa con il Serenity Topper. Come funziona in linea di principio un materasso chakra lo spiega la nostra guida ai materassi chakra.
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Che cosa è la dottrina dei chakra e che cosa no
Pur con tutto il fascino, è importante un inquadramento chiaro. I chakra sono una concezione spirituale tradizionale e non si lasciano dimostrare anatomicamente. Per questo non esiste nemmeno un numero «oggettivamente corretto». I diversi sistemi sono mappe differenti dello stesso territorio interiore. Chi dorme male in modo persistente, si sente esausto per settimane o ha disturbi fisici dovrebbe rivolgersi prima a un medico. La pratica dei chakra può accompagnare il benessere, ma non sostituisce alcun trattamento.
I 7 chakra nel dettaglio
Per ciascuno dei sette chakra principali c’è un articolo approfondito con significato, colore e simbolismo:
Domande frequenti: quanti chakra ci sono?
Quanti chakra ci sono?
Il sistema diffuso conosce sette chakra principali, dal chakra della radice a quello della corona. Le tradizioni più antiche contano spesso quattro, cinque o sei centri, gli insegnamenti moderni 12 o 13, a cui si aggiungono, a seconda della dottrina, i chakra minori. Non esiste un unico numero corretto; il sette è il punto di riferimento comune.
Perché i chakra sono proprio 7?
Il sette risale soprattutto al testo Ṣaṭcakranirūpaṇa del 1577: sei chakra lungo la colonna vertebrale e il loto dai mille petali sulla sommità del capo. Attraverso la traduzione di Arthur Avalon (1919) il modello è diventato lo standard in Occidente.
Che cosa sono i 12 chakra?
Un ampliamento moderno dei sette: per esempio il chakra della stella della Terra sotto i piedi, il cuore alto tra cuore e gola, la stella dell’anima sopra la testa e altri centri ancora più in alto. Senza fondamento nei testi classici; le attribuzioni variano a seconda della dottrina.
Che cosa sono i chakra della nuova era?
Così si chiamano, nell’area di lingua tedesca, i sistemi a 12 e 13 chakra degli insegnamenti spirituali moderni. Riprendono i sette classici, ne descrivono spesso i colori in toni più chiari e aggiungono centri sopra la testa e sotto i piedi.
Esistono chakra nelle mani e nei piedi?
Molti insegnamenti moderni, come il Reiki, descrivono chakra minori nei palmi delle mani e nelle piante dei piedi. Nei testi classici sui sette chakra non compaiono. Vengono associati al dare e al ricevere e al radicamento.
Con quanti chakra conviene iniziare?
Con i sette chakra principali. Sono presenti in tutti i sistemi moderni e sono i meglio descritti. Chi li conosce si orienta bene anche nei sistemi ampliati.
Letture consigliate
- I 7 chakra: significato, colori e panoramica — La nostra pagina di panoramica su tutti e sette i chakra principali.
- Colori dei chakra e loro significato — Con i colori della nuova era e la storia dello schema dell’arcobaleno.
- Simboli dei chakra e loro significato — Petali di loto, forme e sillabe dei sette chakra.
- Aprire e equilibrare i chakra — Pratiche dolci per la vita quotidiana, compreso il radicamento attraverso i piedi.
Avvertenza: la dottrina dei chakra è una concezione spirituale tradizionale; i chakra non sono dimostrabili anatomicamente. I contenuti di questo articolo servono a informare su diverse tradizioni e non costituiscono affermazioni mediche. Non sostituiscono alcun trattamento medico o psicoterapeutico. Il materasso AURIPURA® e le barre energetiche non sono dispositivi medici. In caso di disturbi di salute rivolgiti a un professionista sanitario.